Epirb – il radiofaro d’emergenza

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L’emergency position indicating radio beacon station, anche chiamato semplicemente EPIRB, è un radiofaro che permette di allertare i soccorsi inviando l’identità e la posizione di un’imbarcazione che si trova in grave pericolo e che necessita di assistenza immediata.

I modelli di EPIRB

Gli EPIRB esistono in due versione, manuale e automatico.

Gli EPIRB ad attivazione manuale sono indicati per installazioni comode su imbarcazioni come per esempio quelle a vela o piccole barche da pesca. Sono normalmente forniti con un supporto di montaggio a parete e, anche se vengono rimossi, hanno di solito un “supporto di sicurezza a forma di collare” che disattiva l’interruttore mare per non farlo attivare quando entra in contatto con l’acqua.



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Esempio di EPIRB nel supporto di sicurezza a forma di collare, la freccia mostra il magnete sul collare removibile che disattiva l’interruttore mare

Gli EPIRB ad attivazione automatica devono essere utilizzati sulle imbarcazioni SOLAS, per esempio navi da crociera, navi container o navi cisterna. Sono forniti con una chiusura di plastica all’interno della quale si trova l’interruttore mare dell’EPIRB disattivato. La chiusura di plastica contiene una leva con apertura a scatto che automaticamente rimuove il coperchio della chiusura e rilascia l’EPIRB nel caso in cui l’imbarcazione affonda. Questa espulsione automatica è controllata da un dispositivo chiamato HRU (Hydrostatic Release Unit) che rilascia automaticamente un EPIRB quando esso raggiunge una profondità di approssimativamente 4-5 metri. In questo modo l’EPIRB andrà verso la superficie in modo da essere attivato automaticamente dall’interruttore mare.

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Un esempio di HRU montato sulla chiusura

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Sequenza di Rilascio Automatico

Componenti principali di un EPIRB

I componenti chiave sono:

  • Antenna; deve trovarsi in posizione verticale durante la trasmissione
  • Interruttore Mare (Sea Switch); attiva un EPIRB automaticamente quando esso è sommerso in acqua
  • Interruttore di attivazione; abilita ad attivare l’EPIRB manualmente
  • Pulsante di prova; abilita l’utente ad eseguire sequenze di test per verificare la prontezza di un EPIRB
  • Lanyard; la corda viene utilizzata per legare un EPIRB ad un gommone/imbarcazione di salvataggio
  • Luce stroboscopica; quando un EPIRB è attivato lampeggia e da un aiuto visivo alle unità SAR
  • LED e campanello; sono utilizzati per mostrare in che modalità è settato un EPIRB e per visualizzare i risultati delle sequenze di prova
  • La batteria interna che dura per almeno 48 ore (in trasmissione)
  • Sistema GPS (attenzione che in alcuni modelli non è presente); permette di rilevare la posizione che sarà inviata insieme al MMSI


L’installazione

Durante la scelta di una posizione idonea si dovrebbe considerare:

  • Facilità di accesso durante un’emergenza
    Per il modello manuale sarebbe ideale fissarlo internamente su una parete in modo tale che si possa prenderlo senza scendere le scale e allungando solo il braccio
  • Posizionarlo ad almeno 1 m dalle bussole
  • Posizionarlo ad almeno 2 m da qualsiasi antenna radar
  • Evitare l’impatto diretto delle onde
  • Evitare posizioni con spazio insufficiente per l’espulsione del coperchio e la manutenzione.

Normalmente viene fornito un adesivo con le spiegazioni: è consigliato incollarlo vicino.

L’attivazione dell’EPIRB

  • Rimuoverlo dal supporto a parete o dal contenitore quando si abbandona l’imbarcazione e si sale sulla lancia di salvataggio.
  • Nel caso in cui si ha un modello ad attivazione manuale, riumuovere il collare “carry safe” .
  • Legare l’EPIRB alla lancia di salvataggio.
  • Accendere l’EPIRB utilizzando l’interruttore di attivazione (il metodo dipende dal modello) o lanciarlo in mare in modo che venga attivato automaticamente dall’interruttore mare (Sea Switch).
  • L’EPIRB è molto più efficiente quando galleggia in acqua (tenerlo a bordo nella zattera potrebbe essere coperto dai corpi delle persone o altro materiale, limitandone la propagazione del segnale).

Da tenere presente che l’utilizzo dell’EPIRB sarebbe consentito unicamente da chi detiene un certificato SRC (o LRC). Questo è quello che prevede la legge, poi in un caso d’emergenza, chi non lo attiverebbe ?

Cosa succede quando si attiva l’EPIRB

Quando un EPIRB viene attivato durante un’emergenza, esso inizia a trasmettere segnali radio, includendo il suo numero identificativo e la posizione rilevata dal GPS. I segnali radio vengono trasmessi su due frequenze: 406 MHz e 121.5 MHz.
La frequenza 406 MHz viene utilizzata per inviare le informazioni di localizzazione (MMSI e posizione) tramite il sistema satellitare COSPAR-SARSAT e servono per individuare l’imbarcazione, mentre la frequenza 121.5 MHz (trasmissione analogica, utilizzata per la ricerca radiogoniometrica) è utilizzata per scopi di homing, ossia per permettere agli elicotteri/imbarcazioni/aerei coinvolti nelle operazioni SAR e già presenti nelle vicinanze, di trovare l’EPIRB utilizzando gli equipaggiamenti direzionali.

I segnali radio trasmessi sui 406 MHz vengono ricevuti dai satelliti LEOSAR e GEOSAR (satelliti ad orbita polare bassa e satelliti geostazionari) che provvedono a rilanciare la trasmissione alle stazioni terrestri denominate LUT (Local User Terminal). Le LUT, dopo aver ricevuto ed elaborato i dati, grazie alle coordinate ricevute trasmettono tutte le informazioni al MCC (Mission Control Center) più vicino. L’MCC, grazie alle prime 3 cifre del MMSI (chiamato MID) è in grado di risalire alla bandiera dell’imbarcazione e può quindi far richiesta al rispettivo SPOC (la REGA per le imbarcazione con bandiera Svizzera) per avere i dati presenti nel database di registrazione, come per esempio i dettagli della nave alla quale appartiene l’EPIRB, l’equipaggiamento radio e le informazioni su chi contattare.

Chiaramente, se fallisce la ricerca di queste informazioni, le operazioni di ricerca subiscono un rallentamento.

Infine l’MCC inoltrerà tutte le informazioni agli MRCC (Maritime Rescue Control Center) per coordinare le successive azioni di soccorso.

In seguito comincerà l’operazione SAR (Search and Rescue).
Elicotteri/aerei/imbarcazioni SAR saranno coinvolte nell’operazione, cercando di trovare l’EPIRB basandosi sulle informazioni ricevute in precedenza e sfruttando il segnale di homing per la radiogoniometria trasmesso sulla frequenza 121.5 MHz.

I satelliti LEOSAR e GEOSAR

È da notare che i satelliti GEOSAR forniscono copertura continua solo di una grande porzione della Terra compresa tra 70° Nord e 70° Sud. La capacità di allerta è abbastanza rapida e la posizione dell’imbarcazione (con una precisione di circa 10 metri) viene inoltrata prendendo quella rilevata dal GPS presente nell’EPIRB.

Per quanto riguarda i satelliti LEOSAR la copertura non è continua. A causa della natura delle orbite polari, l’attesa per il rilevamento può essere più grande nelle regioni equatoriali rispetto a quelle a più alte latitudini. L’attesa in media è di circa 45 minuti a dipendenza dell’orbita / posizione e distanza dalla LUT. Per la posizione viene utilizzata la tecnica di elaborazione DOPPLER. L’elaborazione Doppler è basata sul principio che la frequenza del segnale di pericolo, come “ascoltata” dalla strumentazione satellitare, è influenzata dalla velocità relativa del satellite rispetto al segnale. Monitorando il cambiamento della frequenza del segnale ricevuto e conoscendo l’esatta posizione del satellite, il sistema LEOSAR è capace di calcolare la posizione del segnale, all’interno di un raggio di 5-10 km. Per una maggiore precisione è necessario attendere più passaggi del satellite.

Copertura globale

Con l’introduzione della frequenza 406 MHz e l’utilizzo di satelliti posizionati alle basse altitudini e con orbite quasi polari, è possibile effettuare un monitoraggio globale della Terra, anche per l’appunto nelle regioni Polari.

Con i beacon di vecchia generazione, operanti sulla frequenza analogica a 121,5 MHz, la copertura del Sistema non era globale, poiché la ricezione del segnale di allerta dipendeva dalla reciproca visibilità del satellite, beacon e stazione terrestre ricevente. L’elaborazione satellitaredelle frequenze analogiche a 121,5/243 MHz è cessata il 1° Febbraio 2009. Come abbiamo visto in precedenza, la frequenza 121.5 MHz rimane comunque in uso per la radiogoniometria.


La registrazione in Svizzera

Innanzitutto si deve richiedere la concessione per impianti di radiocomunicazione all’UFCOM che rilascerà un MMSI univoco per l’imbarcazione. Al momento dell’acquisto dell’EPIRB è necessario fornire questo MMSI, il quale verrà programmato nell’apparecchio direttamente dal distributore. L’EPIRB sarà consegnato insieme ad un protocollo di programmazione che sarà da inviare all’Ufficio svizzero di navigazione marittima accompagnato da un apposito formulario contenente altre informazioni quali il nome dell’imbarcazione, il proprietario, i contatti di persone in caso di necessità. Nel contempo, l’UFCOM invierà la concessione all’Ufficio svizzero di navigazione marittima. Tutti questi dati saranno poi registrati nella banca dati utilizzata dal Maritime Rescue Coordination Center (MRCC), nel caso della Svizzera è la REGA.

In Italia si devono inviare gli appositi formulari alla Stazione Satellitare Italiana COSPAS-SARSAT di Bari (Tel. 39 080 5341571 – Fax. 39 080 5342145).

Qualsiasi modifica concernente le persone di contatto va comunicata direttamente all’Ufficio svizzero della navigazione marittima.

La registrazione va effettuata allo stesso modo anche per un EPIRB d’occasione e va obbligatoriamente riprogrammato con il numero MMSI attribuito dall’UFCOM.

In caso di vendita, l’EPIRB va disdetto per iscritto presso l’UFCOM che modifica la concessione e domanda all’Ufficio svizzero della navigazione marittima di eliminarlo dalla banca dati. Il venditore deve avvertire il nuovo proprietario che quest’ultimo è tenuto a riprogrammare l’EPIRB secondo le prescrizioni in vigore nello Stato di bandiera della sua nave.

ATTENZIONE: l’EPIRB è facoltativo per le imbarcazioni battenti bandiera Svizzera, consigliato se navigano in alto mare. Un EPIRB non può essere prestato a un’altra nave, a meno che non sia registrato temporaneamente per essa e riprogrammato di conseguenza.

Annullare un falso allarme

Se su uno yacht battente bandiera svizzera viene attivato erroneamente un EPIRB, occorre immediatamente contattare l’MRCC di Zurigo.

Numero di telefono della centrale d’allarme: +41 44 654 39 38
Indirizzo e-mail: ops@rega.ch

L’MRCC di Zurigo necessita delle seguenti informazioni: numero MMSI, indicativo di chiamata, nome della nave, posizione attuale della nave, nome della persona che informa.

L’MRCC Zurigo informa immediatamente l’MRCC competente. Se non è possibile entrare in contato con l’MRCC di Zurigo, occorre applicare la procedura secondo il Regolamento delle Radiocomunicazioni, ossia: informare il più rapidamente possibile l’MRCC più vicino con i mezzi di comunicazione disponibili a bordo e disattivare l’EPIRB.

Contatti per informazioni

Per rispondere alle vostre domande sono a disposizione:

Fornitura EPIRB, fornitura dotazioni di sicurezza e consulenza – free-time-activities.com
Tel_ +41 91 220 11 11
E-mail: luca.lafranchi@free-time-activities.com

Registrazione – Ufficio svizzero della navigazione marittima:
Tel: +41 58 467 11 20
E-mail: dv-ssa@eda.admin.ch

Rilascio delle concessioni – UFCOM: Signora Marina Wasserfallen
Tel: +41 58 460 58 33
E-mail: marina.wasserfallen@bakom.admin.ch

Questioni operative – MRCC Zurigo:
H24 Tel: +41 58 654 39 38
H24 Fax +41 58 654 35 36
H24 E-mail ops@rega.ch

Fonte: www.egmdss.com, Ufcom

AGGIORNAMENTO: il 22 ottobre 2018 ho pubblicato un articolo che parla del nuovo sistema MEOSAR.

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Ultimo aggiornamento: Ott 21, 2018 @ 23:27

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About Author

Libero professionista nel web design e nella consulenza informatica (LALU Solutions), appassionato di vela e amante delle vacanze un po’ fuori dal comune. Possiedo la patente d’altura senza limiti e finora ho navigato in Patagonia (Capo Horn e Canale di Beagle), nel Canale della Manica (Bretagna e Inghilterra), nel Mediterraneo (Adriatico, Tirreno, Ionio, Baleari, Alboran), nello Stretto di Gibilterra, alle Canarie e la TRANSAT dalla Martinica a Gibiliterra. La mia ultima esperienza mi ha portato nel mare della Tasmania e nell'Oceano Indiano, navigando da Whangarei in Nuova Zelanda su lungo la costa est dell'Australia fino a Darwin, da dove ho continuato per Cocos Islands arrivando a Mauritius. La vela mi permette di praticare altre due grandi passioni: viaggiare e fotografare. La strada è lunga e sicuramente non semplice, ma a piccoli passi sto cercando di raggiungere il mio obiettivo: riuscire ad acquistare una barca a vela e partire alla scoperta del mondo via mare.

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