Il cerchio si stringe: sarà lei la scelta finale ?

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La valutazione è ardua, di barche che corrispondo a quanto cerco non ne rimangono tante. Sarà il Mercator 105.2 la mia futura barca ?

Effettuo varie ricerche tramite internet, per capire un po’ le caratteristiche dei progetti selezionati. Di barche sui 10 metri in alluminio non ne esistono tante e tra le poche rimaste devo vedere se ce n’è una che corrisponde ai miei requisiti.

Van de Stadt 34
M’imbatto nel sito di Patricia Brizuela, la quale ha costruito un Van De Stadt 34 in acciaio con il quale ha navigato per 6 anni. Lei è entusiasta di questa barca, dice di averla cambiata in quanto ora il suo equipaggio è composto da tre persone e non ci stavano, ma altrimenti non l’avrebbe sostituita. Mi dice che però non è per niente prestante come imbarcazione. Non so, sono dell’idea che se devo fare un investimento, tanto vale che sia in qualcosa che mi porti soddisfazione, che duri e che soprattutto abbia un certo interesse al momento che voglio venderla, senza che perda troppo valore. Lascio in sospeso questo progetto, in attesa che mi arrivino i piani di studio.

Reinke 10M
Inizialmente ero entusiasta di questo progetto: la doppia chiglia che permette di effettuare la manutenzione allo scafo autonomamente mi piaceva. Mi piaceva anche il fatto che il progettista aveva una sua rete per la fornitura dei vari materiali, dal cantiere che costruisce a prezzo abbordabile lo scafo, ai fornitori dell’albero e boma o quello delle vele, sempre a prezzi molto interessanti. Chiedendo un po in giro però, mi hanno smontato ben presto questo entusiasmo. Su un forum mi hanno subito detto di lasciar perdere, in quanto non è affatto prestazionale questa barca. Ho poi trovato il blog di Axel Busch, dove leggo che le prestazioni in determinate andature sono veramente pessime.

Nel suo blog pubblica un disegno delle sue considerazioni in merito alle prestazioni di Vespina, il suo Reinke 10M.

Questa sua constatazione l’aveva fatta pressoché all’inizio del viaggio: provo quindi a scrivergli per vedere che parere ha su questa barca dopo aver navigato diverse miglia.

Mi risponde subito:

“It is a strong design that’s suited for coastal sailing because of the shallow draft and ability to fall dry.

For the size she’s a heavy boat and quite slow, I never managed to make more than 100nm per day.

The biggest con I think is the rudder design: shallow, long, and unbalanced. It requires a lot of power at the tiller. I had frequent problems with the autopilot or wind-vane because of that, and in the end always sailed mostly reefed to keep the boat as upright as possible.

The sail plan with the small main and very large genoa doesn’t perform very well. It performs particularly badly going upwind even with the self-tacking jib. Actually, if there is any sea at all there is no going upwind with this boat. It sails really very very badly toward wind.”

Praticamente deve navigare di traverso in quanto nelle altre andature è ingestibile: penso che anche questo progetto sarà abbandonato…

Kiribati 36
Di questo progettista trovo ben poco su internet e valutando un po il layout interno della barca, mi sembra che la presenza della chiglia retrattile porta via tanto spazio. Non mi piace, preferisco allora la doppia chiglia.

Mercator 105.2
Questo progetto di François Lucas ha molti punti a suo favore:

  • lunghezza di 10,5 metri, una misura perfetta per la conduzione in solitaria
  • scotta randa a fine boma e trasto vicino al timone a barra e quindi a portata di mano
  • winch del genoa vicino al timone
  • chiusura stagna del tambuccio
  • doppia chiglia
  • costruzione incredibilmente solida con uno scafo da 8 mm
  • carico massimo di 2000 kg, permette quindi di preparare la barca per luna lunga permanenza a bordo
  • serbatoio dell’acqua da 400 litri, mentre quello del carburante da 350 litri
  • gestione del genoa e della trinchetta senza dover andare a prua, grazie all’armatura a cutter
  • 2 cabine doppie + 2 posti in dinette
  • imbarcazione performante

Sono tutte caratteristiche che corrispondono ai requisiti che mi ero prefissato inizialmente e ne fanno quindi la mia barca ideale. Una barca per la conduzione in solitaria, in tutta sicurezza ed in qualsiasi angolo del mondo. Inoltre, come avevo scritto nell’articolo precedente, vengono forniti i file dxf per eseguire il taglio dei pezzi, fatto che faciliterebbe non poco il lavoro. Che il taglio lo faccia io con il plasma o che lo faccia fare da un’officina. Mi piace. François Lucas mi ha inviato qualche dettaglio in più per farmi fare l’offerta dell’alluminio, delle vele, del sartiame e dell’albero con il boma.

Inizia il calcolo del budget per questo progetto.

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About Author

Libero professionista nel web design e nella consulenza informatica (LALU Solutions), appassionato di vela e amante delle vacanze un po’ fuori dal comune. Possiedo la patente d’altura senza limiti e finora ho navigato in Patagonia (Capo Horn e Canale di Beagle), nel Canale della Manica (Bretagna e Inghilterra), nel Mediterraneo (Adriatico, Tirreno, Ionio, Baleari, Alboran), nello Stretto di Gibilterra, alle Canarie e la TRANSAT dalla Martinica a Gibiliterra. La mia ultima esperienza mi ha portato nel mare della Tasmania e nell'Oceano Indiano, navigando da Whangarei in Nuova Zelanda su lungo la costa est dell'Australia fino a Darwin, da dove ho continuato per Cocos Islands arrivando a Mauritius. La vela mi permette di praticare altre due grandi passioni: viaggiare e fotografare. La strada è lunga e sicuramente non semplice, ma a piccoli passi sto cercando di raggiungere il mio obiettivo: riuscire ad acquistare una barca a vela e partire alla scoperta del mondo via mare.

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